Testimonianze di venezianità nell’Archivio municipale di Pirano

2022: avviato dalla Società di studi storici e geografici di Pirano il nuovo progetto culturale

TESTIMONIANZE DI VENEZIANITA’ NELL’ARCHIVIO MUNICIPALE DI PIRANO

La figura del suo curatore, conte Stefano Rota, discendente dei nobili di Momiano

Con il sostegno della Regione del Veneto e il coinvolgimento di un ampio partenariato: Comunità degli Italiani di Momiano, Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” di Pirano, Centro Italiano di Promozione, Cultura, Formazione e Sviluppo “Carlo Combi” (Capodistria) e Comitato di Padova dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), e con il sostegno dell’Unione Italiana, dell’Università Popolare di Trieste, della Comunità Autogestita della Nazionalità Italiana di Pirano, del Comune di Pirano e del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia, la Società di studi storici e geografici ha avviato un ampio progetto finalizzato a valorizzare le preziose testimonianze storiche conservate nell’Archivio municipale di Pirano (oggi Sezione dell’Archivio regionale di Capodistria) e ad evidenziare, nel contempo, l’eminente figura del suo primo curatore, il conte Stefano Rota.

Il conte Stefano Rota

Questo progetto è maturato dopo una lunga preparazione. Va ricordato che già in occasione del convegno internazionale dal titolo Momiano e l’Istria: una comunità e una regione dell’alto Adriatico. Storia, arte, diritto, antropologia, tenutosi nel giugno 2013 (Atti pubblicati e consultabili in questo sito), Kristjan Knez, presidente della citata Società, aveva presentato un’approfondita relazione scientifica intitolata Stefano Rota: erudito, archivista, studioso di patrie memorie. La ricerca poneva in luce il generoso apporto dato dal conte Rota nella seconda metà dell’Ottocento, su incarico della Municipalità di Pirano, per il riordino dell’Archivio storico e la salvaguardia della preziosa documentazione risalente a vari secoli precedenti. A lui si deve pure l’acquisizione di altre patrie memorie, fra le quali i manoscritti di Giuseppe Tartini e i preziosi cimeli appartenuti al celebre violinista.

Il riordino, la schedatura e l’inventariazione dell’Archivio privato Rota-Benedetti, curati da Marina Paoletić tra il 2014 e il 2015, nell’ambito del più ampio progetto Momiano, la sua comunità e il suo castello: testimonianze dell’eredità storico-culturale istro-veneta, cofinanziato dalla Regione del Veneto (L.R. 15/1994), hanno giovato sia alle indagini incentrate sui più diversi aspetti legati al casato sia agli studi sulla figura e l’opera del conte Stefano Rota.

Nel centenario della sua scomparsa, l’11 maggio 2016 la Comunità degli Italiani “Giuseppe Tartini” e la Società di studi storici e geografici di Pirano con altre istituzioni hanno promosso una commemorazione; ad essa ha fatto seguito, il 10 novembre 2017, l’organizzazione della Giornata internazionale di studio sulla sua figura e la sua opera (Stefano Rota. Erudito, latinista, curato dell’Archivio municipale di Pirano), con la presentazione di relazioni scientifiche e di documenti inediti.

In queste pagine rendiamo ora disponibili gli Atti integrali di tale convegno scientifico e la riproduzione digitale degli scritti originali più significativi di Stefano Rota.

Filo conduttore: Pirano e la Venezianità

Le prime notizie di rapporti fra Venezia e Pirano risalgono al X secolo. La città era molto prospera per quei tempi: le campagne davano olio e vino, ma le attività principali erano la navigazione e l’industria e il commercio del sale. Nel 1192, Pirano si proclamò libero comune. La Repubblica di Venezia, sostenitrice delle libertà comunali, fece sentire la sua influenza e portò la città a sottoscrivere il 26 gennaio 1283 l’atto di volontaria dedizione. Circondata da possenti mura, Pirano resisterà in seguito a vari assalti di pirati e di nemici della Serenissima.

Dotata di Statuto dal 1274, Pirano si reggeva in maniera semi-autonoma: il delegato veneziano preposto alle funzioni giurisdizionali e di governo era affiancato dal Consiglio dei nobili locali. Anche dopo la fine della Serenissima, l’impronta culturale, istituzionale e gli stili di vita di Venezia continuarono a caratterizzare la comunità piranese. Si ricordano al riguardo le parole del podestà Domenico Fragiacomo: “Nel 1797, spenta per tradimento Venezia, le chiavi della città furono dovute consegnare a un altro stato, non però le chiavi del cuore di questo popolo, sempre a Venezia fedele”.

L’Archivio municipale di Pirano

Una riprova di questa sensibilità emerge dalle decisioni che portarono verso metà ’800 all’istituzione della Biblioteca civica con l’annesso Archivio municipale, oggi Sezione dell’Archivio regionale di Capodistria, ove si conservano documenti di inestimabile valore. L’atto originale più antico risale al 1173; due copie di documenti sono datate 1036 e 1041. L’Archivio custodisce atti notarili su pergamena, ducali, testamenti, codici (statuti cittadini, libri dei vicedomini): fonti preziose di ricerca per storici, etnologi, storici dell’arte, linguisti. Vi si conservano gelosamente la pergamena con l’atto di dedizione, del 1283, e l’edizione integrale originale più antica dello statuto, risalente al 1307.

L’Archivio municipale trasse origine dal fondo della Vicedomineria che, oltre ai libri relativi al proprio ufficio, custodiva pure la rimanente documentazione pubblica. Negli anni della Restaurazione il Municipio istituì una Biblioteca pubblica, con un fondo librario composto inizialmente da una parte dei volumi della settecentesca Accademia Agraria. Dopo un periodo di decadenza, il Consiglio cittadino nella seduta del 3 ottobre 1855, stabilì “di richiamare in vita o meglio ricostituire di pianta la Civica Biblioteca”, e invitò il conte Stefano Rota a curarne il riordino.

Il violino di Giuseppe Tartini “salvato” da S. Rota

L’incarico venne formalizzato due giorni dopo, con un’epistola del podestà Pietro Felice Gabrielli datata 5 ottobre 1855. Da quel momento l’attività del conte Rota si protrasse per oltre 40 anni. Un’attestazione rilasciata il 27 settembre 1870 dall’Ufficio Municipale certifica che “il Sig. Stefano Rota, civile possidente in questa Città sin dalla sua giovinezza, si occupò di studj letterari senza interruzione e che in riflesso di questo la Rappresentanza Comunale lo istituì custode e direttore di questo Civico archivio e biblioteca, incarico che egli disimpegnò e disimpegna tuttora zelantemente e gratuitamente nell’interesse e decoro cittadino”.

Stefano (1824-1916), ultimo discendente in linea maschile del ramo piranese dei nobili Rota di Momiano (di lontane origini bergamasche), fu un erudito intellettuale, latinista, letterato, appassionato di arti e di musica. Intrecciò la sua attività di analisi e di riorganizzazione dell’Archivio comunale con quella di scrittore, poeta, appassionato di musica e compositore.

Le attività del progetto

  1. Ricognizione del fondo, elaborazione di una sintesi descrittiva dell’Archivio municipale di Pirano e di un sommario del relativo patrimonio documentale, da valorizzare per l’indagine storica sull’assetto politico-amministrativo della città, i suoi rapporti con la Serenissima, il suo ruolo nelle relazioni marittime e commerciali del tempo, la persistenza dell’influsso veneziano nella comunità locale anche dopo la fine della Serenissima.
  2. Valorizzazione della figura e dell’opera del nobile curatore dell’Archivio, Stefano Rota; pubblicazione a stampa degli Atti della Giornata di studio a lui dedicata nel centenario della scomparsa; riproduzione di alcune sue opere letterarie originali (Notizie sui tre casati di Momiano; Notizie sul Duomo di Pirano; San Niceforo, una leggenda istriana) e altri scritti.
  3. Allestimento di una mostra tematica, con didascalie plurilingui, in concomitanza con la presentazione del libro a Pirano, a Padova e successivamente a Momiano.
  4. Attivazione nel presente sito www.momiano.com di una nuova Sezione dedicata al patrimonio storico-documentale dell’Archivio municipale di Pirano e agli Atti della Giornata di studio sulla figura e l’opera del suo curatore.
  5. Pubblicazione di una brochure: catalogo della mostra itinerante e abstract del progetto.

Punti di forza dell’iniziativa

Vari requisiti hanno contribuito alla positiva valutazione della proposta progettuale da parte del Comitato consultivo della Regione del Veneto (di cui alla L.R. 39/2019) che l’ha collocata al 3° posto nella graduatoria generale 2022 degli interventi finalizzati “al recupero, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale risalente alla Repubblica Serenissima di Venezia nell’Istria, nella Dalmazia e nell’area mediterranea”.

Sono stati tenuti in considerazione la scientificità degli obiettivi e del piano di lavoro, il valore storico-culturale dei contenuti oggetto di analisi e di pubblicazione, il curriculum di prestigio del soggetto proponente (la Società di studi storici e geografici di Pirano) e del team di ricercatori, la qualità e l’estensione del partenariato, la prevista organizzazione di almeno due workshop di presentazione al pubblico del libro, l’allestimento di una mostra documentaria collaterale a carattere itinerante (a Pirano, nella sede della Comunità “Giuseppe Tartini”, a Padova in collaborazione col partner veneto e a Momiano, nella sede della locale Comunità degli Italiani), l’implementazione open-access dei contenuti scientifici nel web, il coinvolgimento di giovani nella ricerca, l’interazione col mondo accademico, l’efficacia del piano di comunicazione preordinato.

Copie del volume saranno messe a disposizione delle Comunità degli italiani in Slovenia e in Croazia, delle Università di Venezia e di Padova, delle principali biblioteche comunali e di altre istituzioni culturali in Veneto e nei paesi partner. La brochure di sintesi sarà messa a disposizione degli utenti dell’Archivio regionale di Capodistria e della sua Sezione di Pirano, nelle sedi dei partner e presso varie istituzioni. L’implementazione del sito web sarà a sua volta pubblicizzata nei workshop, nei contatti con la stampa e attraverso i social media.