I flussi migratori nella storia di Momiano

(*) MOMIANO “Stare cum loco et foco – La popolazione del Castello di Momiano” è stato il titolo proposto dal dott. Dean Brhan nell’incontro di venerdì sera, alla Comunità degli Italiani di Momiano, in occasione del secondo ciclo di conferenze dedicate al Castello.

A introdurre la serata sono state Tanja Suflaj, curatrice del Museo etnografico dell’UPA di Buie, e Arianna Brajco, presidente della CI locale, nonché vicesindaco di Buie, che oltre a dare il benvenuto ai presenti ha portato anche i saluti del sindaco, Edi Andreašić. Tra le autorità presenti in sala anche Giuseppina Rajko, vicepresidente della Regione Istriana, Lorella Limoncin Toth, sovrintendente dei beni culturali dell’Istria presso il Ministero della Croazia, e Valter Bassanese, direttore dell’ente turistico di Buie.

Dean Brhan, laureato in Storia contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo triestino, ha insegnato storia presso le scuole italiane di Umago, Parenzo e Buie ed è collaboratore esterno del CRS di Rovigno. Il tema proposto a Momiano ha trattato l’andamento della popolazione del Castello e del suo territorio dal 1650 fino al 1945, con speciale riferimento alla struttura e all’emigrazione dal Friuli e dalla Carnia. 

Analizzando le anagrafi dei libri parrocchiali, la storiografia e la pubblicistica sul tema, ha cercato di individuare le peculiarità e le dinamiche che hanno caratterizzato questo fenomeno della storia istriana e di stabilire un modello specifico nel caso di Momiano e delle altre località istriane interessate da questi flussi migratori di lunga durata.

Alcuni momenti della serata

Toccando il tema dell’emigrazione dei carnici verso l’Istria, Brhan ha spiegato come può essere datata a partire dal XVI secolo a causa di una forte crisi economica e che molte famiglie, “attristite dalle patrie sciagure”, emigrarono nell’Istria. 

Le attività d’artigianato e di commercio dimostrano che non si trattava di un’emigrazione stagionale o temporanea, come in genere avveniva per la tessitura e il commercio ambulante (durante l’inverno), o per i lavori legati all’edilizia (in estate), ma di un vero e proprio trasferimento definitivo: “loco et foco”. 

Tra le 12 giurisdizioni feudali dell’Istria i Rota a Momiano e i Bolterstein di Racizze erano gli unici feudatari che vivevano qui. 

Alla fine della conferenza, il signor Franco Rota (discendente dei Conti Rota), presente in sala, ha dichiarato che sarebbe bello rimanesse una traccia di questi incontri: “Momiano può diventare centro di questa fruttuosa collaborazione italo-croata”.

I rappresentanti degli enti organizzativi, l’UPA di Buie, in collaborazione con la Città di Buie e la CI di Momiano, hanno confermato che susseguirà una serie di incontri, di cui il prossimo è per gennaio 2016. L’intento è di creare in futuro un appuntamento fisso con l’auspicio che i temi contribuiscano a diffondere la conoscenza delle nostre tradizioni. Il Castello di Momiano è uno scrigno pieno di ricchezze da riscoprire. (be)

(*) Questo testo riproduce l’articolo pubblicato lunedì 23 novembre sul sito web de La Voce del Popolo.


Chi è Dean Brhan:

Dean Brhan di Cittanova si e’ laureato in Storia contemporanea con una tesi sui nodi cruciali della storiografia croata del secondo dopoguerra presso la Facolta’ di Lettere e Filosofia dell’ateneo triestino. Ha insegnato storia presso le scuole itialiane di Umago, Parenzo e Buie nonche’ e’ collaboratore esterno del CRS di Rovigno. Le sue ricerche si sono focalizzate su temi come le confraternite in Istria e sui flussi migratori dalla montagna carnica e dal Friuli verso le localita’ istriane durante l’Eta’moderna e quella contemporanea.

L’esposizione del prof. Brhan è stata accompagnata da una serie di slides grafiche che mettiamo a disposizione degli interessati.

Le slides della conferenza.

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