REGESTO

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28 aprile 2018: presentati nella sede della Comunità degli Italiani di Momiano gli Atti del Convegno scientifico internazionale di studi “Momiano e l’Istria.  Una comunità e una regione dell’Alto Adriatico (storia, arte, diritto, antropologia)”. Progetto portato a termine dall’Università Popolare di Buie con i contributi della Regione Veneto, della Regione Istriana e della Città di Buie. 

 

 

Il convegno si era tenuto nell’omonima località dal 14 al 16 giugno 2013, con l’apporto scientifico di ricercatori dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e di vari esperti internazionali.

Siamo orgogliosi” – ha esordito Tanja Šuflaj, f.f. direttore dell’Università Popolare Aperta di Buie - ente editore del volume – “e ringraziamo tutti i collaboratori, soprattutto la redattrice responsabile Lorella Limoncin Toth e tutto il comitato redazionale, la Comunità degli Italiani di Momiano e la presidente Arianna Brajko, in modo particolare i patrocinatori e i finanziatori del progetto, la Regione del Veneto, la Regione istriana, la Città di Buie, senza il cui sostegno finanziario la stampa di questo libro non sarebbe stata possibile. Grazie agli ospiti della serata, il coro della Comunità di Momiano e le meravigliose note della pianista Aleksandra Golojka”.

Ad aprire la serata, due esibizioni del coro misto della locale Comunità degli Italiani, diretto da Lora Pavletić: “Scendi le scale” e “Sotto il castello di Momiano”.


Cura per il patrimonio storico-culturale del territorio
 

 

È stata Lorella Limoncin Toth (nella foto a sinistra), attualmente in veste di Soprintendente dei beni culturali per l’Istria, ma all’epoca direttrice dell’Università Popolare Aperta di Buie, ad introdurre i lavori, ricordando che al convegno, promosso e organizzato dall’UPA di Buie in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, parteciparono una trentina di studiosi provenienti dalla Croazia, dall’Italia e dalla Slovenia. Tali esperti hanno approfondito la conoscenza del territorio di Momiano - terra di confine che in epoca medievale era diventata giurisdizione feudale e sede di un castello - la cui storia si è intrecciata con quella della cittadina e del territorio, diventando un importante punto di riferimento amministrativo e di potere.

Mancava tuttavia uno studio complessivo del Castello, che fosse in grado di ricomporre in un insieme le vicende storiche e gli aspetti della gestione patrimoniale del feudo, come pure lo sviluppo edilizio della struttura. La pubblicazione degli Atti ha portato a termine il progetto del Convegno scientifico internazionale, lasciando una testimonianza scritta di quanto presentato durante i tre giorni del suo svolgimento – temi che in questa pubblicazione sono stati ampliati con citazioni, un’ampia bibliografia e la trascrizione di documenti inediti.

Un percorso lungo

Per le necessità del Convegno e della pubblicazione degli Atti - ha continuato la soprintendente -, sono state eseguite ricerche non solo negli archivi pubblici di Venezia, Trieste, Pirano e Pisino, ma anche in quelli privati, custoditi dagli eredi dei Rota (l’Archivio Benedetti e l’Archivio Gregoretti), schedati e digitalizzati, per permettere la loro divulgazione anche ad un pubblico più vasto. Tutto questo fermento, iniziato sin dal 2000 dalla Municipalità di Buie, dall’Università Popolare Aperta e dalla Comunità degli Italiani di Momiano, è culminato nell’agosto del 2016 con l’inizio dei lavori di consolidamento del Castello. Seppure, solo all’inizio di un lungo percorso che si propone la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale delle strutture ancora esistenti, grazie alla buona collaborazione instaurata dalla municipalità di Buie con la Soprintendenza per i Beni Architettonici del Ministero della cultura e la Regione istriana, si auspica di riuscire a portare a termine quest’ambizioso progetto conservativo. “Con la speranza che quest’opera contribuisca a una maggiore conoscenza di una parte della nostra storia ancora sconosciuta, consegniamo quest’opera nelle mani dei lettori”.

Quattro sezioni tematiche

I relatori della serata

Il volume è stato poi presentato dal dott. Dean Krmac, della Società umanistica Histria di Capodistria e dal prof. Ivan Matejčić, già docente universitario di Storia dell’Arte, i quali hanno spiegato come i numerosi temi trattati al convegno siano stati suddivisi in quattro sezioni tematiche principali, che trattano storia, arte, diritto e antropologia. Più precisamente: l’Istria e il Momianese in epoca veneziana, l’arte e la cultura del territorio, i rapporti giurisdizionali e gli assetti istituzionali nella località e nel territorio di Momiano; il ruolo svolto dal casato dei Rota nella storia del feudo. 

È stato sottolineato come attraverso gli svariati contributi mirati sia emersa un’immagine a tutto tondo di Momiano, in cui si sono intrecciate la storia, l’arte, la cultura, le tradizioni, l’economia e l’identità dell’area presa in esame. Il metodo comparativo e analitico usato dagli studiosi ha permesso di collegare diverse discipline e di inserire le vicende della località in un quadro storico più vasto rispetto a quello strettamente locale.

Di particolare importanza sono i rilievi architettonici e le ricostruzioni virtuali del Castello riferiti alle epoche fondamentali delle sue trasformazioni: ricostruzioni mai tentate prima d’ora se non per lo stato di fatto. Numerose ricerche sono state dedicate alle dispute e ai procedimenti giudiziari che contrassegnarono la giurisdizione feudale durante i secoli. 

Questa pubblicazione va a colmare il vuoto che esisteva nella letteratura su Momiano, proponendo numerosi spunti di assoluta novità e interesse. Vuole, altresì, recare rinnovato impulso agli studi della storia e del superstite patrimonio architettonico di Momiano, richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su questo interessantissimo territorio per promuovere la sua valorizzazione.

Omaggio alla musica

Nella pubblicazione hanno trovato spazio anche numerosi saggi dedicati alla musica, tra i quali le composizioni inedite scritte dal conte Stefano Rota, salvate dall’oblio dalla pianista Aleksandra Golojka che durante la serata ha proposto al pianoforte Elegia e La piva del pastore. Due coinvolgenti sonate, eseguite con professionalità e ardore, che hanno fatto rivivere ai presenti le atmosfere del XIX secolo, immaginando la famiglia del conte Rota che si riuniva nel dopocena con ospiti e amici per ascoltare della buona musica, trasmettendo così la grande passione artistica dell’illustre personaggio. 

Da ricordare altresì l’analisi musicologica sviluppata da Margherita Canale Degrassi, pubblicata sotto il titolo “Interessi musicali e compositivi del conte Stefano Rota”. 

Ricca fonte di documentazione

Il volume è corredato da numerose illustrazioni, riproduzioni di dipinti, fotografie, disegni e piani, per la maggior parte ancora inediti, che trasmettono il valore dell’immaginario per la tradizione della memoria storica storia del territorio e dei monumenti culturali rappresentati. Lorella Limoncin Toth è stata il redattore responsabile ed ha partecipato al Comitato di Redazione assieme a Rino Cigui, Tanja Šuflaj e Claudio Povolo (professore e ricercatore di Storia medioevale e moderna nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari a Venezia.

La revisione dei testi per la lingua italiana è stata curata da Rino Cigui, traduzioni e revisioni in croato sono state affidate a Lorena Monica Kmet. Marijana Anđelković-Stechow e Michael Stechow hanno firmato la traduzione in lingua inglese, Tanja Šuflaj quella in italiano; veste grafica della ditta Comgraf s.r.l. di Umago. 

Alla serata, oltre a un numeroso pubblico di storici e studiosi, hanno partecipato la vicepresidente della Regione istriana, Giuseppina Rajko e l’assessore regionale alla Cultura, Vladimir Torbica. Per la Città di Buie erano presenti il sindaco Fabrizio Vižintin, la vice-Sindaco e presidente della CI di Momiano Arianna Braico, nonchè la vice-Sindaco per la minoranza Italiana, Jessica Acquavita.

L’evento ha ottenuto risonanza sui media. In particolare il quotidiano “La Voce del Popolo” ha dedicato un ampio servizio a firma della corrispondente da Buie, Erika Barnaba.

È intenzione, da parte del Dipartimento Studi Umanistici di Ca’ Foscari, un upgrade del presente sito che dovrebbe rendere accessibili e disponibili integralmente, in formato digitale, gli Atti del convegno e una serie di documenti originali custoditi negli Archivi privati oggetto delle ricerche storiche condotte in seno al progetto.

(F.R.)