REGESTO

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Il fondo privato Rota-Benedetti, conservatosi – tranne qualche singola eccezione – in buono stato, non era stato oggetto finora di una sistemazione archivistica che ne delineasse e facilitasse la consultazione. I documenti si presentavano ammucchiati in modo disomogeneo, grosso modo per tematiche (Momiano, Sipar, documenti veneziani) in una decina di ‘’buste’’ senza un ordine cronologico preciso. Una certa concordanza e continuità (non cronologica) dei documenti è stata però riscontrata nella disposizione delle fonti manoscritte più antiche, relative a Momiano, e in alcuni documenti di provenienza veneziana (acquisiti attraverso la famiglia Negri) che si sono aggiunti all'archivio privato Rota nella prima metà dell'Ottocento. In una sede unica sono stati ritrovati i testamenti di quasi tutti i rappresentanti della famiglia Rota – soprattutto della linea piranese –, documenti che furono individuati e riuniti nell'Ottocento o, forse, nei primi nel Novecento, dal conte Stefano Rota, il quale apportò e allegò in copertina delle annotazioni riassuntive. Dalle note presenti su diverse cartelle e fascicoli è possibile concludere che l’archivio privato Rota-Benedetti fu oggetto di un ordinamento parziale da parte dell’erudito. Purtroppo non esistono, o meglio non si sono conservati elenchi o inventari riferibili a questi riordini. La corrispondenza di Stefano Rota è stata rintracciata e riunita nello stesso fascicolo dalla signora Anna Benedetti, sua discendente e proprietaria del fondo. I restanti documenti – di diversa consistenza, periodo e ambito d’interesse – si presentavano invece spaiati.